Endometriosi FVG

novembre21st

Esiste una malattia che colpisce le donne, in età fertile, in modo silenzioso, lavora senza che te ne accorgi, soffri, i dolori ti piegano a metà, i medici continuano a dirti che non hai nulla, il dolore è normale, non lo sai sopportare ecc. Minimizzano ciò che hai, ti fanno credere pazza, una malata immaginaria…ma non è cosi, tu sei sicura di avere qualcosa!! Le assenze da scuola, dal lavoro, rinunciare alle uscite e tutto questo per il dolore che ti obbliga… a stare tutto il giorno a letto e di riempirti di antidolorifici. Le corse urgenti in ospedale per coliche, blocchi intestinali, incontinenza urinaria, dolori atroci durante il ciclo, emorragie ecc. Tante volte sono inutili in quanto i medici non capiscono il motivo per cui stai così male e ti possono mandare a casa con una diagnosi errata. Fin che un giorno, alla milionesima visita, ti senti dire “signora lei ha l’endometriosi!”. E non tutti i medici sono in grado di spiegarti cos’è, appena arrivi a casa vai su Google digiti endometriosi e ti viene fuori tutto. Ti fai mille domande, non sai cosa ti attende, hai paura… Ma presto ti renderai conto cosa significa avere l’endometriosi: inizia il tormento che ti accompagnerà per tutta la vita come una serie di interventi che ti ridurranno sempre di più uno “zombie” ogni volta con un pezzo in meno di te.

Purtroppo, questa maledetta bestiaccia ti causa danni irreparabili ossia la perdita di organi importanti (es. isterectomia, salpingectomia, resezione intestinale con o senza stomia, resezione vescicale, reimpianto ureterale, neurolisi perdita di un rene, in alcuni casi va nei polmoni e davvero qui non riesci a respirare e non puoi effettuare interventi chirurgici-medici formati sono 2 al mondo forse 3, gli altri tentano ma molto lontani dal poter essere competenti- ecc.).

L’endometriosi è una malattia subdola, dalle mille sfaccettature, non sempre insorge con l’inizio del ciclo ma può manifestarsi in qualsiasi momento, ovvero dall’adolescenza alla menopausa.

Si tratta di una malattia cronica che si ripercuote nella vita quotidiana (lavorativa, emotiva, relazioni sia interpersonali che di coppia e familiare).

Per una diagnosi ci vuole dai 7 ai 9 anni: in tantissimi casi si scopre troppo tardi in quanto la donna si trova già in uno stadio avanzato con problemi delle volte anche irreversibili.

Di sintomi ce ne sono tantissimi, non sono tutti uguali tra le donne, ma quelli più frequenti sono: dolore pelvico, dolore durante e dopo i rapporti sessuali, mestruazioni molto dolorose ed abbondanti, dolori alla defecazione e alla minzione, dolori alla schiena, fibromialgia, astenia. Non crea solo disagi fisici ma anche psicologici: queste donne non si sentono comprese, si isolano e tutto ciò le può portare alla depressione. A lungo andare possono nascere sentimenti di rabbia, inadeguatezza, si sentono incomplete, perdono l’autostima, compaiono problemi con la propria immagine e con la propria femminilità. Accettare e convivere con una malattia cronica non è facile.

Questa patologia, in alcuni casi, può essere asintomatica, ci si può accorgere quando la donna ha difficoltà a rimanere incinta.

In alcuni casi possono subentrare dolori lancinanti che per il medico non sono di natura ginecologica (esempio Maria è stata ricoverata per sospetta appendicite e Silvia per occlusione intestinale, in tutti e due i casi sottoposte immediatamente ad un intervento chirurgico e vengono dimesse con una diagnosi errata. Con il passare del tempo si ripresentano gli stessi eventi urgenti e solo con un’attenzione maggiore da parte del medico si scopre che sono affette da endometriosi.

Quando il ciclo mestruale(dismenorrea) è molto forte il dolore viene sopportato perché ritenuto per culture ”cose da donne”; questo comporta l’aggravamento della malattia.

Una cosa importante da non fare è ASSOCIARE L’ENDOMETRIOSI ALL’ INFERTILITA’ (quest’ultima è solo uno dei tanti gravi sintomi che questa patologia comporta).

Ma cos’è l’endometriosi? Ce lo spiega la nostra presidentessa dell’associazione, Sonia Manente (spiegazione presa da un suo commento in Endo&Me): “L’endometriosi è una malattia che si genera come un tumore, le cellule impazziscono e viaggiano verso altri organi, creando dei danni. La diagnosi tardiva e la non conoscenza della malattia, quindi sottovalutare la malattia in alcuni casi, crea grossi problemi. Il Prof. Chiantera” ad un nostro convegno, disse che il problema è questo, la sottovalutazione non solo dei medici (non formati o quasi), ma anche le stesse donne “essendo una cosa da donne” trascinano i problemi. L’ignoranza attorno a questa malattia è ancora troppa e quando è un medico ad ignorarla, a non conoscerla, i danni che ne possono derivare per la vita di molte donne sono enormi. E si l’endometriosi, che vi piaccia o no, è una forma tumorale, benigna ma tumorale. Capisco che è un concetto forte ma è così. E tanto per fare un esempio, ci sono forme tumorali benigne che possono fare danni enormi. Benigne ma, in alcuni punti, inoperabili. Siamo Noi che dobbiamo conoscere e conoscerci, ma tenendo presente che non è solo una cosa da donne!”

Il prof Chiantera in entrambi i convegni, sia al nostro svolto il 22 novembre a Buttrio che a quello del 24 ottobre a Milano ha affermato che l’endometriosi è un tumore benigno e va trattata come un cancro. Bisogna vedere questa malattia con occhi diversi, non va sottovaluta: soprattutto quando arriva una donna che sta male non devono essere sminuiti i suoi dolori, bisogna indagare e fare una diagnosi precoce.

Vogliamo dare un consiglio a tutte le donne con endometriosi e cioè di non vergognarsi del proprio corpo: questa bestiaccia ci cambia moltissimo fisicamente a causa dei vari farmaci, menopausa indotta, cicatrici dei vari interventi… Imbarazzarsi per cosa? Per qualche chilo preso in più, tagli sulla pancia… La donna è sempre sensuale nonostante tutto. Non dovete sentirvi inadeguate, il non essere all’altezza di altre donne che ritenete belle, VOI LO SIETE!! Vivete il vostro corpo in modo più naturale possibile.

Ora ci rivolgiamo alle persone estranee alla nostra malattia, non sempre è facile comprendere cosa ci comporta sia a livello dolori (che non si vedono da fuori ma dentro ci sono eccome) sia cosa ci succede sotto ai ferri (cosa ci porta via).

Ascoltate sempre la donna, ricordatevi che può essere vostra moglie, madre, sorella, una parente, un’amica… Statele sempre accanto, e vedrete che non è difficile capire ciò che sta passando.

Scritto da Michela Masat

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